Benvenuti alla recensione ignorante della serata più divertente di ogni Sanremo, quella che una volta era la serata cover, poi due anni fa Gianni Morandi ha deciso di coverizzare sé stesso al grido di “questa è tutta SIAE” e da allora ognuno fa un po’ il cazzo che gli pare.
Scelte divisive nelle cover: in pochissimi scelgono la qualità, molti sembra non abbiano mai sentito il pezzo che cantano e Geolier punta sul fare merda senza se e senza ma, scelta che risulterà vincente col televoto (chiaro segnale che il diritto di voto universale è un filino sopravvalutato).
Detto ciò andiamo col disclaimer e si parte con la Recensione Ignorante della serata duetti di Sanremo 2024!
DISCLAIMER:
E niente, ho finito di fare il furbo evitando due serate di recensioni al grido di “chissene del secondo ascolto” e adesso mi tocca lavorare sia per la serata duetti/cover che per il commento alla classifica finale. Cazzi miei…
Una prece.
Sangiovanni con Aitana, medley di Farfalle e Mariposas
Sangiovanni arriva con la ragazzetta conosciuta durante l’Erasmus in Spagna, quella che gira senza le mutande al botellòn e che i tuoi amici italiani ti invidieranno a vita. Di colpo non mi sta più sul cazzo. Potere della commistione interculturale immagino.
Voto: 10
Annalisa con La Rappresentante di lista e il coro Artemia, Sweet Dreams (Are made of this)
E quindi Annalisa se non canta le sue canzoni ha anche una gran voce. Buono a sapersi.
Gran versione di un pezzo per niente facile, con la Rappresentante di Lista a dare energia e il coro Artemia ad aggiungere potenza. Peccato la stonatura a metà pezzo.
Basso dei RdL assolutamente inutile (e poi i Rickenbacker mi fanno cagare esteticamente).
Voto: 8
Rose Villain con Gianna Nannini, medley di Gianna Nannini
Rose Villain è un po’ l’anti-Ghali, nel senso che partiva tra i miei preferiti e poi chiama la Vasco Rossi donna per i duetti e non può che inimicarsi il sottoscritto. Peccato.
Esibizione degna del pianobar del sabato sera al Ristorante il Capriccio, sulla tangenziale vicino all’Api a Rocca Priora. Se serve do indicazioni ulteriori.
Voto: 4,5
Gazzelle con Fulminacci, Notte prima degli esami
Quando vivevo a Londra, nel 2011, dopo un colloquio di lavoro fantozziano in cui eravamo in 100 per un posto da cameriere (selezionati al termine di una roba tipo Giochi Senza Frontiere), un ragazzo romano che aveva partecipato mi disse con voce roca “quanto me manca Roma! L’artro ggiorno ho sentito na canzone der Mitico – ANTONELLO VENDITTI – e me so mmesso a ppiagne come ‘n ragazzino.”
Cosa c’entra questa storia con la loro esibizione di Sanremo?
Niente, ma era comunque meglio che ascoltare Gazzelle e Fulminacci che fanno Er Mitico.
Voto: 4,5
The Kolors con Umberto Tozzi, medley di Umberto Tozzi
Apprezzabile che per l’occasione Umberto Tozzi (che ha accettato di partecipare a patto di non dover cantare) abbia seguito l’esempio di Stash percuotendo una chitarra scollegata da qualsiasi amplificatore.
Sul finale c’è chi da casa ha cantato “Gloria puzzi de cicoria” e chi mente.
Voto: 3
Alfa con Roberto Vecchioni, Sogna, ragazzo, sogna
Quanto cazzo è bravo Vecchioni. Probabilmente il cantautore più sottovalutato di sempre in Italia. Se scrivi “io conosco poeti che spostano fiumi col pensiero” sei di un’altra Galassia.
Versione bellissima e sto ragazzetto me sta sempre più simpatico.
Voto: 10
Bnkr44 con Pino D’Angiò, Ma quale idea
Dopo l’intermezzo con la Cuccarini bisognava abbassare l’ormone dell’italiano medio e chi meglio del 72enne Pino D’Angiò per farlo?
Uniscilo in playback ai BNKR44 e la missione è compiuta.
(oh, bravi comunque eh!)
Voto: 7
Irama con Riccardo Cocciante, Quando finisce un amore
Ma lo sapevi che Riccardo Cocciante in realtà è francese e si chiama Richard?
E lo sapevi che è nato a Saigon in Vietnam?
Ecco due fatti assolutamente inutili che ti puoi giocare per farti odiare alle prossime cene con amici e parenti.
Esibizione magonosa che ricorderemo soprattutto per gli stivali da Lady Oscar di Irama.
Voto: 6
Fiorella Mannoia con Francesco Gabbani, Che sia benedetta/Occidentali’s Karma
Abbiamo assistito a un evento più raro dell’aurora boreale in questo periodo dell’anno, a questa latitudine e concentrata interamente nella mia cucina: la Mannoia che stona.
A occhio sembrava non le funzionassero gli auricolari, ma poi ci pensa comunque Gabbani ad abbassare il livello.
Voto: 5
Santi Francesi con Skin, Hallelujah
Incredibile, lui canta con la voce di Skin! No, sul serio. Sembravano Skin vera e Skin depotenziata. Non sarebbe stato male cercare qualche armonizzazione da fare insieme invece che giocare a chi urla di più. Lei devastante nel finale, ci ricorda il perché non dovremmo mai far duettare gli italiani con quelli bravi veramente.
Voto: 6,5
Ricchi e Poveri con Paola & Chiara, medley di Sarà perché ti amo/Mamma Maria
Nuove frontiere del playback tra Paola & Chiara e i Ricchi e Poveri per confermare che musicalmente l’Italia non è mai uscita dagli anni ‘80. Devo adeguarmi con dei mocassini senza calzetti?
Voto: 2
Ghali con Ratchopper, medley Italiano vero
Inizia in Arabo e già ha vinto. Chi non capisce la forza di quello che Ghali rappresenta è destinato a estinguersi.
Voto: 10
Clara con Ivana Spagna e il Coro di voci bianche del Teatro Regio di Torino, Il cerchio della vita
Al Festival non è venuto Sinner, ma è stato carino a inviare due palle da tennis innestate negli zigomi della Spagna. Forse, oltre a queste del Re Leone, esistono anche altre canzoni di Ivanona, ma non è oggi il giorno in cui le scopriremo.
Voto: 6
Loredana Bertè con Venerus, Ragazzo mio
Quindi, al contrario che con la valigetta di Pulp Fiction, scopriamo cosa contiene la borsetta della Bertè: la batteria degli auricolari. Supera alla grande il malfunzionamento di questi ultimi e spacca tutto come pochi artisti sanno fare. Grandissima.
Voto: 8,5
Geolier con Guè, Luchè e Gigi D’Alessio, medley dal titolo Strade
Geolier sembra il bambino sfigato che gli altri picchiavano alle elementari fino a che poi non veniva fuori Papy Camorra Gigi D’Alessio a farli smettere. Francamente non valutabile.
Voto: s.v.
Angelina Mango con Il quartetto d’archi dell’Orchestra di Roma, La rondine
Cantare così questo pezzo equivale a spostare le montagne con l’anima. Non c’entra niente la tecnica, qui è solo quello che viene da dentro. Enorme.
Voto: 10
Alessandra Amoroso con Boomdabash, medley
Riunione autori Rai: “Chi mettiamo dopo quella che canta la canzone del padre morto? Lu sule, lu mare, lu ientu? GENIO!”
A parte lo stridore nell’accostamento in scaletta sono stati pure bravi.
Voto: 7,5
Dargen D’Amico con Babel Nova Orchestra, omaggio a Ennio Morricone: Modigliani sulle note di The Crisis
Incredibile come qualsiasi cosa canti sembri la stessa canzone. Poco conta di fronte al messaggio finale di cessate il fuoco. Grande Dargen che utilizza questo palcoscenico per fare luce su altro.
Voto: 9
Mahmood con I Tenores di Bitti, Come è profondo il mare
Sono giorni che ci penso: “cosa cazzo mi ricorda Mahmood?” e finalmente ce l’ho.
Un torero. Sembra un torero. Niente, per pensà sta cazzata non ho ascoltato il brano. Sufficienza sulla fiducia.
Voto: 6
Mr.Rain con Gemelli Diversi, Mary
Momento millennial da brividi veri. Mr. Rain accenna timidamente qualche nota cantata nel ritornello per poi pentirsi. Non felicissima l’idea di interpolare sul finale la sua canzone dello scorso Sanremo, famosa per il coro di voci bianche, all’interno di un brano che parla di pedofilia. Ouch.
Voto: 5
Negramaro con Malika Ayane, La canzone del sole
I Negramaro, sempre ben lungi dal non essere scontati, chiamano Malika Ayane a ricoprire il ruolo di soprammobile soggetto alle vibrazioni dei falsetti di Sangiorgi. Guardarlo cantare è come assistere alla sua masturbazione: una tortura imbarazzante e apparentemente infinita.
Voto: 3
Emma con Bresh, medley di Tiziano Ferro
Mi spiace ma Tiziano Ferro lo canto meglio io. No, seriamente, se non ci arrivi non lo cantare.
Bresh, chiunque egli sia, soffre dello stesso problema di “canto mentre faccio la cacca” di cui soffre Irama.
Voto: 4
Il volo con Stef Burns, Who Wants to Live Forever
Come se non mi stessero già abbastanza sul cazzo, chiamano anche il chitarrista di Vasco Rossi e fanno i Queen. Il voto lo assegno prima ancora di sentirli.
Voto: 0
Diodato con Jack Savoretti, Amore che vieni, amore che vai
Filippo Timi: Good.
Jack Savoretti: Good!
Fabrizio De André: GOOOD!*
*(per esigenze comiche ignorerò la presenza di Diodato sul palco)
Voto: 9
La Sad con Donatella Rettore, Lamette
I La Sad praticamente portano sul palco la nonna rincoglionita, solo che lei punk lo è davvero (e li smerda).
Voto: 1
Il Tre con Fabrizio Moro, Medley di Fabrizio Moro
Fabrizio Moro sembra sempre quello fuoriuscito dalla Banda della Magliana pronto a cantare…e infatti lo fa!
Ah! Ah! Ah…ti prego non andartene. È tardi ma giuro che tengo qualche battuta buona per quelli dopo.
Voto: 2
BigMama con Gaia, La Niña e Sissi, Lady Marmalade
Momento Millennial n° 2. Presa bè de dio!
Scherzi a parte interpretano il pezzo (non facile) alla grandissima. Una sola domanda: era necessario sostituire due strofe originali per farle in napoletano?
Altro appunto: che due palle ste cose forzate per fare punti al FantaSanremo (borsetta rubata al pubblico).
Voto: 7
Maninni con Ermal Meta, Non mi avete fatto niente
“Anglosassi! Omosassuali” grazie a Mimimmi continuano le citazioni di Fascisti Su Marte ogni volta che lo vedo in TV.
Voto: 4
Fred De Palma con Eiffel 65, medley degli Eiffel 65
“Ma lo sapete che il Presidente Clinton ha il CD degli Eiffel 65 nella sua limousine?”
Questa bambini era una citazione presa direttamente da un servizio di Studio Aperto di fine anni ‘90 che, per un qualche strano motivo, si è impressa a fuoco nel mio cervello.
Detto ciò, Momento Millennial n°3 e io approvo.
Voto: 8
Renga e Nek medley delle loro hit
Credo abbiano preso 6 note giuste tra tutti e due.
Anche oggi, niente “Tu vuoi sapere chi è il King?” da parte di Nek.
Non sono arrabbiato, solo deluso.
Voto: 2
Esco quasi illeso dalla puntata che non sono nemmeno le 2 di notte.
Tutto sommato direi che è stata godibile e poi…no, ‘spetta. CHE CAZZO SIGNIFICA CHE HANNO FATTO VINCERE GEOLIER PORCODDUE*???
Ma sto stronzo non cantava nemmeno una canzone vera!!! Cristiddio c’era Angelina Mango, Alfa, Annalisa e Ghali che facevano tremare i muri e fai vincere quello più scarso in un quartetto così odioso che Gigi D’Alessio risulta quasi piacevole?
Vabè, ci si legge domani per il commento sulla classifica finale dove rivelerò la classifica ignorante con l’attesissima Infografica Fatta Bene ®.
A domani.
Francesco
*non ho detto due.
