Ditonellapiaga e Tonypitony vincono la serata cover di Sanremo 2026

Sanremo 2026 – Recensione Ignorante serata cover

È il “bizarro world”.
La notte in cui i peggiori cantanti di Sanremo possono sperare di tirar fuori il coniglio dal cilindro e, al contrario, quelli bravi, si giocano la vittoria finale per un duetto sbagliato (citofonare casa Cristicchi lo scorso anno).
La serata delle cover ci attende e, prima di passare alle recensioni ignoranti, manca solo il disclaimer.

DISCLAIMER
No, non sono pigro. È che la seconda e terza serata di Sanremo sono di una inutilità abissale. La seconda l’ho vista distrattamente, della terza posso solo dire “Mammamia Alicia Keys!” e poi mi taccio perché se no scadiamo nel volgare.
In ogni caso, Alicia Keys a parte, è tempo delle recensioni di gente che non sa cantare (salvo rarissime eccezioni).
Let’s f’n go!

1 – Elettra Lamborghini con Las Ketchup – “Aserejé”
FANTASTICA ELETTRA!
Questo è esattamente il livello in cui eccelle, così in basso da far sembrare talentuose perfino le Las Ketchup.
Sbaglia il balletto, canta (tra molte virgolette) e trascina il pubblico di Sanremo come la peggio vocalist della bassa Romagna.
INIZIO IMPERIOSO!!!
Voto: 10

2 – Eddie Brock con Fabrizio Moro – “Portami via”
Fabrizio Moro ha vinto Sanremo 2 volte, ma la cosa ancora non lo mette al riparo dalla domanda “chi???” che ognuno si pone sentendo il suo nome.
Questo brano comunque è come il ficus, dove lo metti sta. Anche se proviene dalla bocca di Eddie Brock.
Voto: 6,5

3 – Mara Sattei con Mecna – “L’ultimo bacio”
Ancora con questi personaggi di Stranger Things? E basta!!!
…ah Mecna con la M, non la V? Perdonate errore mio.
Comunque non ho guardato Stranger Things e non guarderò nemmeno questo duetto.
Voto: 5 (come le stagioni di ST)

4 – Patty Pravo con Timofej Andrijashenko – “Ti lascio una canzone”
Questa esibizione è una violenza a chi, come me, prova vergogna quando gli altri si mettono in ridicolo. Patty Pravo, in versione Nonno Simpson, rende la vita difficile a tutti. Il mio plauso va agli stoici maestri d’orchestra che non si fanno portare fuori da…tutto. Intonazione, metrica, pubblica decenza. Vi sono vicino.
Voto: 2

5 – Levante con Gaia – “I maschi”
Tocca ammetterlo: Levante e [Nomeacasonumero1] hanno fatto una gran cazzo di cover, con tanto di bacio finale che la Rai non ha ripreso perché “oddio Gesù odia le frocie”, quindi mi sembra giusto riproporlo con questa immagine.
Voto: 9

Ora che l’hai vista sei gay. Spiaze.

6 – Malika Ayane con Claudio Santamaria – “Mi sei scoppiato dentro il cuore”
Vi ricordate il podcast di cui ho parlato la prima sera nella recensione di Michele Bravi? Ecco Santamaria lì faceva Batman. Un Batman da’a Garbatella. Forse il casting peggio riuscito della serie. Comunque qua ha cantato meglio di Malika.
Voto: 6 (solo per lui)

7 – Bambole di Pezza con Cristina D’Avena – “Occhi di gatto”
Il problema di quando chiamano Cristina d’Avena come ospite a Sanremo è che canta meglio di tutti i cantanti in gara e manco di poco. Bella la versione rock (con un’interpolazione dei Led Zeppelin che non c’entrava un cazzo), ma la voce della cantante delle Bambole proprio non regge contro la grande Cristina vicina.
Mi sto trattenendo dal fare commenti sul suo look da matrona dominatrix perché queste recensioni le legge anche mia Mamma.
Voto: 7

8 – Dargen D’Amico con Pupo e Fabrizio Bosso – “Su di noi”
E ancora una volta Dargen usa il palco per lanciare un messaggio più importante del concorso stesso. Con grande intelligenza unisce nazionalpopolare e Gam gam gam ki elekh, canzone ebraica nota per rappresentare la memoria dei bambini nei lager nazisti.
Porta il conflitto palestinese in prima serata in maniera non banale, come un artista dovrebbe fare.
Voto: 9

9 – Tommaso Paradiso con Stadio – “L’ultima luna”
Ed è subito “Borotalco”.
Se capisci la citazione ti meriti delle olive…greche.
Voto: 7 (ma solo per nostalgia)

10 – Michele Bravi con Fiorella Mannoia – “Domani è un altro giorno”
Proposta per questo duetto: e se Michele Bravi si limitasse a fare da sfondo? Tipo il ballerino di Patty Pravo.
Belle le parti della Mannoia, ma lui…
Dai, domani è un altro giorno.
Voto: 5

11 – Tredici Pietro con Galeffi, Fudasca & Band – “Vita”
Pezzone atomico come il “pop” del pubblico all’entrata a sorpresa di Morandi.
Bel momento il duo padre/figlio e Pietro esce abbastanza bene dal rischio di essere oscurato da Gianni.
Voto: 7

12 – Maria Antonietta & Colombre con Brunori Sas – “Il mondo”
Se Maria Antonietta è arrivata dove è arrivata lo dobbiamo a Brunori Sas, suo produttore ai tempi di Picicca Records…e quindi stronchiamo anche questa.
Sì, porto rancore.
Voto: 1

13 – Fulminacci con Francesca Fagnani – “Parole Parole”
Oh, Fulminacci funziona proprio in bianco e nero. C’avevo visto giusto nel collocarlo tra i presentatori Rai degli anni ‘50, meno ad avergli dato una sufficienza.
Simpatica comunque questa versione con la Fagnani. Temo che persisterò nell’errore.
Voto: 6

14 – LDA & Aka7Even con Tullio De Piscopo – “Andamento lento”
L’estate scorsa ho incrociato Tullio De Piscopo in un autogrill. Nessuno aveva idea di chi fosse ma io, solo per prendere un caffè accanto a lui, ho goduto.
Niente, questo per giustificare la sufficienza a LDA e Aka7even.
Voto: 6

15 – Raf con The Kolors – “The riddle”
Bella l’idea di non cantare da parte di entrambi. Per un attimo ero convinto che invece del cantante dei The Kolors ci fosse Elio con una parrucca.
Voto: 4

16 – J-Ax con Ligera County Fam – “E la vita, la vita”
E anche il tributo alla Gràn Milàn l’abbiamo fatto. Ne sentivamo il bisogno? Eh.
Voto: 5

17 – Ditonellapiaga con TonyPitony – “The lady is a tramp”
Va bene che con Sinatra con me vincono facile, ma sono stati PAZZESCHI!
Non hanno sbagliato una virgola con melodie difficilissime, interpretazione e balletti. Pure l’orchestra era presa bene. Fantastici.
Voto: 10

18 – Enrico Nigiotti con Alfa – “En e Xanax”
Deduco solo ora che vogliono proporre Alfa come l’Ed Sheeran italiano, con tanto di chitarra mini adornata con disegnetti. Andiamo male, molto male. In generale, please, stop trying to make Nigiotti happen. He’s never gonna happen.
Voto: 6

19 – Serena Brancale con Gregory Porter e Delia – “Besame Mucho”
Mai e poi mai avrei pensato di vedere Gregory Porter, uno dei miei cantanti jazz contemporanei preferiti, sulla Rai. Non a caso arriva per duettare con la Brancale, un’altra che di jazz ne mastica assai. Non un pezzo per vincere la serata, ma un pezzo per vincere con me di sicuro.
Voto: 8

20 – Sayf con Alex Britti e Mario Biondi – “Hit the Road Jack”
Versione molto interessante e trascinante in cui Sayf non è il peggior cantante del trio (ciao Mario Biondi). Poi c’è Alex Britti che quando tocca una chitarra è pelle d’oca assicurata. Promosso il caro “safe”.
Voto: 8

21 – Francesco Renga con Giusy Ferreri – “Ragazzo solo, ragazza sola”
Benvenuti all’ennesima puntata del “perché Francesco odia Mogol”. Questo brano è la versione italiana di Space Oddity di Bowie, un brano sognante, in cui il protagonista, Major Tom, si perde per sempre nello spazio, fluttuando verso l’oblio.
Nella versione italiana è una storia d’amore triste.
Serve aggiungere altro?
Ah sì, la versione Renga/Ferreri è così brutta che rendono l’originale, cantata dallo stesso Bowie con un accento che pare Stanlio e Ollio, quasi passabile.
Voto: 3

22 – Arisa con Coro del Teatro Regio di Parma – “Quello che le donne non dicono”
Nessuno aveva dubbi sull’esibizione, che sarebbe ovviamente stata bella, ma posso dì? Sto pezzo è troppo paraculo da portare a Sanremo. Ogni cazzo di anno la “donna fragile” di turno o fa questo o fa Mia Martini. Vi giuro che esistono anche altre canzoni per esprimere il concetto.
Voto: 6

23 – Samurai Jay con Belén Rodríguez e Roy Paci -“Baila Morena”
Come disse Mike Patton durante il tour di Mondo Cane “Every band needs a Sicilian and we have the best!”
Ovviamente era riferito a Roy Paci e non a Belén il cui apporto maggiore è stato un “menomale” sul finire dell’assolo di tromba. Smentiti i rumor sul suo feeling con lo strumento.
Voto: 5

24 – Sal Da Vinci con Michele Zarrillo -“Cinque giorni”
Partenza sfiatata da parte di Sal e non basta il coro del pubblico a tirare sù una versione che ricorda dal vivo il tentativo di scopare da parte di due ottuagenari.
Però Zarrillo l’ho apprezzato in The Good Place.
Voto: 4

Che poi nella serie si chiama pure Michael. Michael Zarrillo.

25 – Fedez & Masini con Stjepan Hauser – “Meravigliosa Creatura”
Oh, doppietta per la Nannini stasera…ma non possiamo dire che sia andata bene come con Levante e Gaia. Alla prossima suggerisco bacio tra Masini e Fedez (che tanto ormai è single).
Voto: 6

26 – Ermal Meta con Dardust – “Golden Hour”
Qualcuno insegni a Ermal Meta a scandire le parole. Non basta fare degli acuti a livelli che sentono solo i canidi. Cover suicida in ottica classifica, ma probabile marchetta a Dardust.
Voto: 4

27 – Nayt con Joan Thiele – “La canzone dell’amore perduto”
Altra cosa che dico ogni anno: “la cover di De André salva il culo”…perfino a Nayt.
Voto: 6

28 – Luchè con Gianluca Grignani – “Falco a metà”
Ma che hanno cantato? No davvero, non ho proprio capito sta canzone: roba rap a caso, Gomorra, pezzi in inglese, naso di Grignani assente. Mi aspettavo molta più distruzione da parte del Grignone.
Voto: 4

29 – Chiello con maestro Saverio Cigarini – “Mi sono innamorato di te“
Ma perché? Perché? Perché?
Tenco non ha già sofferto abbastanza? Non l’hanno ammazzato abbastanza a Sanremo? Bisognava fare il bis dopo quasi 60 anni?
Io boh.
Voto: 1

30 – Leo Gassmann con Aiello – “Era già tutto previsto”
Ho retto solo 20 secondi. Già era sfiatato Gassman, non oso immaginare come sarebbe stato Aiello.
Voto: 2 (sulla sfiducia)

Serata cover forse un po’ meno delirante del solito e quindi meno divertente, ma il fatto che abbiano vinto Ditonellapiaga e Tonypitony, cioè i miei favoriti della serata, mi scombussola un po’.

Devo andare ad abbassare le mie aspettative per la classifica finale che se no ci rimango male quando la recensisco domani.
Ci leggiamo tra 24 ore con l’ultima recensione di Sanremo 2026. Nel frattempo restiamo in contatto qui.

Francesco Mandolini

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