Ditonellapiaga Sanremo 2026

Sanremo 2026 – Recensione Ignorante della prima serata

Ritorniamo ad una nuova serie di recensioni ignoranti sanremesi con la stessa gioia di un carro di buoi diretti a diventare salsiccia, solo che loro non devono sorbirsi Carlo Conti.
Si parte, come da tradizione, col disclaimer, prima di vedere le performance degli artisti della prima serata di Sanremo.

DISCLAIMER
Le recensioni ignoranti riguardano solo i cantanti in gara. No conduttori, no ospiti, no Sandokan, però devo dire che la Pausini tra “z” difficili da pronunciare e rozzate romagnole ha decisamente rubato la scena a chiunque, seguita a ruota dalla vecchia di 105 anni, inspiegabilmente più vitale di Patty Pravo.
It’s now time for some recensioni, but very cattive.
Lets f’n go!

1 – Ditonellapiaga – Che fastidio!
Eh vabbè, non vale cominciare con un pezzone dance/radiofonico anni ‘90. Le recensioni ignoranti funzionano meglio con le canzoni di merda. Vabè, sono sicuro arriveranno più avanti, nel frattempo, grande Dito.
Voto: 7

2 – Michele Bravi – Prima o poi
Menomale che già dai primi secondi Bravi abbassa l’asticella. Ne approfitto per ricordare il suo lavoro migliore: il ruolo di Joker nel podcast “Batman, un’autopsia” che vi lascio qui.
No davvero, vale la pena.
Voto: 4 (alla canzone, 10 al podcast)

3 – Sayf – Tu mi piaci tanto
La prima delusione arriva già all’annuncio quando scopro che il nome si pronuncia come “safe”, però per lui prevedo un grande successo alle sagre. Pareva Joselito.
Voto: 4

4 – Mara Sattei – Le cose che non sai di me
Il brano è pieno di tanti di quei cliché che mi viene una tristezza enorme a pensare all’ufficio squallido di Roma Est in cui sarà stato scritto da dei sedicenti autori. Me lo vedo con la luce al neon, le pareti spoglie e la macchinetta del caffè con macchie marron-verdi.
Come le caccole.
Voto: 3

5 – Dargen D’Amico – AI AI
Sound discomusic con testo arguto e catchy. Indipendentemente da quella che sarà la classifica finale, penso sarà difficile fare meglio a livello radiofonico.
Voto: 8

6. Arisa – Magica favola
Piccola preferenza personale, l’arte non deve essere per forza autobiografica, però brava è brava. Pezzo candidato alla vittoria?
Voto: 7,5

7. Luchè – Labirinto
Ah quindi c’è anche una versione di Fedez che canta peggio? Buono a sapersi.
L’ho già dimenticato, ma vorrei sapere per cosa è il “NO” tatuato sulla mano destra.
Mezzo voto in più per il dentista che gli ha sbiancato i denti.
Voto: 3,5

8. Tommaso Paradiso – I Romantici
In principio furono i Baustelle, i proto-hipster.
Poi tutta Fano, poi I Cani, poi questo cane che, dopo aver lasciato la sua band di incapaci, ha ricreato in laboratorio questo sound finto anni ‘80 che ad ogni singolo riporta indietro la situazione musicale di un paese già disastrato dal punto di vista culturale. Una delle cose più finte, costruite, boriose e pretenziose mai viste.
Voto: 2

9. Elettra Lamborghini – Voilà
Non mi basta la cassa su tutti gli accenti, né il playback o il “w la Carrà” del testo.
Dalla Lamborghini voglio il peggio del peggio senza vergogna, e invece ci becchiamo sta merda col freno a mano? Elè, da te voglio la merda vera!
E mica sei una Mara Sattei a caso. Quanto spreco.
Voto: 4

10. Patty Pravo – Opera
Con la Patty è sempre 6 politico perché lei si è scopata Jimi Hendrix e tu (che leggi) no.
E poi dall’ultima partecipazione ha guadagnato un paio di vocali. Apprezzabile alla sua età.
Voto: 6

11. Samurai Jay – Ossessione
Samurai Jay ci dimostra che anche un paese bigotto e omofobo come l’Italia si sta evolvendo perché vi posso assicurare che, ai miei tempi, NESSUNO avrebbe scelto un nome d’arte con rime così pericolose.
In compenso decide di dedicare più tempo al parrucchiere che all’insegnante di canto e il risultato si vede.
Voto: 3

12. Raf – Ora e per sempre
Il brano è fermo al 1992, ma anche lui fisicamente.
Raf, come fai? Diccelo.
Voto: 6,5

13. J-Ax – Italia starter pack
I Mumford & Sons di Garbagnate.
Voto: 5

14. Fulminacci – Stupida sfortuna
Sembra il protagonista di una fiction Rai basata su un qualche oscuro presentatore TV degli anni ‘50. Brano da risentire perché ancora pensavo a J-Ax versione cowboy. Nel dubbio metto un’insufficienza.
Voto: 5

15. Levante – Sei tu
Levante ha tirato fuori il brano per vincere? Finora direi di sì, anche se osa decisamente poco. In un mondo di pezzi con 11 autori, bello vedere solo lei come unica autrice del brano.
Voto: 6,5

16. Fedez & Masini – Male necessario
Io sono spaventato da quanto questo duo funzioni e da quanto il risultato mi piaccia.
Mezzo punto meno per l’autotune di Masini in punti inutili della canzone.
Voto: 7,5

17. Ermal Meta – Stella stellina
Il mio amico Herbal Metal è un veterano delle Recensioni Ignoranti e per questo lo rispetto.
Lo rispetto un po’ meno per aver fatto un pezzo tra Mahmood (infatti scritto in collaborazione con Dardust) e Gigione. Da oggi è Herbal Neomelodico.
Voto: 5

18. Serena Brancale – Qui con me
Ecco, anche la Brancale ce la siamo giocata con la scelta safe (anzi Sayf) sanremese.
Gran cazzo di voce, ma pezzo troppo lineare. Andrebbe bene per Giorgia, che non lo sbaglierebbe.
Voto: 5

19. Nayt – Prima che
Da non confondere con Sayf ma nemmeno con un cantante.
Voto: 4

20. Malika Ayane – Animali notturni
Negli ultimi…boh, 20 anni, ho sempre difeso Malika dicendo che le fanno fare canzoni di merda, ma canta bene. Poi lo scorso capodanno l’ho sentita a Torino, mentre si gelava.
No, non sa manco cantare, né fare ballare il pubblico.
Ps: il brano è palesemente un plagio di Figli delle Stelle
Voto: 4

21. Eddie Brock – Avvoltoi
Uno potrebbe pensare che per andare a Sanremo bisognerebbe almeno saper cantare e invece basta essere il Vasco Rossi di Ostia Lido.
Voto: 2

22. Sal Da Vinci – Per sempre sì
Ha un volto che posso descrivere solo con “cosa succederebbe se chiedessi a ChatGPT di immaginare Matteo Renzi tra i protagonisti di Gomorra?” e riesce nell’essere meno neomelodico di Herbal Metal. Battuto al suo stesso gioco.
Voto: 2

23. Enrico Nigiotti – Ogni volta che non so volare
Mi sta anche simpatico i’ Nisgiotti (detta alla livornese), ma visto il fisico, il look e i ripetuti tentativi poco memorabili all’Ariston, suggerisco una carriera da wrestler più che da cantante.
Voto: 6

24. Tredici Pietro – Uomo che cade
Scende con le mani in tasca per non far vedere che è figlio d’arte, ma più che papà Gianni mi ricorda una versione edulcorata del primo Jovanotti.
Niente mi toglie dalla testa che il padre l’avrebbe cantata meglio, anche col microfono non funzionante.
Voto: 4,5

25. Bambole di Pezza – Resta con me
Colpo basso fare presentare un gruppo con 2 Z alla Pausini. Detto ciò molto molto bella la voce, praticamente tutto ciò che Emma Marrone dovrebbe essere ma non è mai stata. Mi manca solo il punk. Avevo capito solo io si trattasse di un gruppo punk?
Voto: 7

26. Chiello – Ti penso sempre
Un nome che suona come una domanda: Chiello? Cioè, chi è lui? Non lo sapremo mai.
Voto: 3

27. Maria Antonietta & Colombre – La felicità e basta
L’unica brutta esperienza che ho vissuto come giornalista quando scrivevo di cultura ai tempi del Carlino l’ho avuta proprio con Maria Antonietta. Avevamo fissato un’intervista telefonica nel primo pomeriggio, ma lei mi ha rimpallato per ore, fino a ghostarmi. Dall’altra parte, la redazione di è incazzata con me per averli costretti a tenere la pagina aperta fino a tardi per poi doverla ridisegnare.
Quindi con somma gioia stronco questo “pezzo” e le auguro di tornare da dove vengono tutti gli hipster, cioè nel 2011, a Fano.
PS consiglio una visita dal dentista di Luchè a entrambi.
Voto: 1

28. Leo Gassmann – Naturale
Finalmente un ragazzo che si è fatto da solo! Scherzavo ma a giudicare da come è vestito più che il nipote di Gassman sembra il nipote di Carmelo Bene.
Voto: 4

29. Francesco Renga – Il meglio di me
Mettere il Rengasoporifero a quest’ora è un torto sia ai telespettatori che agli artisti che vengono dopo… Ah dopo c’è il figlio di Gigi D’Alessio?
Ma c’è qualche non raccomandato in questo festival?
Ah è tradizione? Ok.
Torniamo a Renga…niente, mi sono addormentato.
Voto: 3 (sulla sfiducia)

30. LDA e AKA7even – Poesie clandestine
So di averli visti almeno una volta entrambi, ma giuro che non li riconoscerei nemmeno se dovessi identificarli alla polizia. In compenso sono più neomelodici di Herbal Metal, riportando lo scettro a Napoli.
Voto: 2

Ore 01:20 circa e tutti gli artisti si sono esibiti.
La classifica neomelodica è chiara, un po’ meno quella dello snodo Roma Est/Ostia Lido.
Personalmente non ricordo nemmeno uno dei brani sentiti, decisamente non un buon segno, vedremo poi come andranno i prossimi ascolti.

Come al solito ci rileggiamo per le recensioni della serata cover, ma potete anche farmi sapere le vostre opinioni (che verranno ignorate) su questo nuovo, sfavillante, account instagram di Recensioni Ignoranti. 

See ya!
Francesco Mandolini

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