Sanremo 2019 – 2a e 3a serata, il secondo ascolto

Un secondo ascolto, in certi casi, può servire. D’altronde nessuno pretende di essere perfetto nel giudizio. Saranno stati dunque tutti così terribili la prima sera o qualcuno ha dei margini di miglioramento?

Scopriamolo in questa Recensione Ignorante della notte 2 e 3 di Sanremo 2019.

Prima di partire però un piccolo disclaimer: temporaneamente è sospeso il giudizio sui tre conduttori (anche perché in sostanza è cambiato molto poco in queste due sere) e gli ospiti verranno valutati solo caso di trashaggine estrema o, incredibilmente, nei casi in cui un encomio se lo saranno meritano. La mediocrità vagamente populista e razzista (tipo Pio e Amedeo) qua non troverà spazio.
Inoltre accanto al voto attuale troverete la variazione (in negativo o in positivo) avuta rispetto alla prima serata.

Pronti? Let’s get ready to rumble!

Achille Lauro voto 1 (-2): Il suo pezzo Rolls Royce è già diventato una battuta che non fa più ridere. Vederlo sul palco lascia solo incredibile tristezza. Tralasciando tutti i commenti sul suo look alla Young Signorino è la fotografia che dà della musica italiana che fa male. Si crede punk senza aver la benché minima idea di cosa significhi quel movimento (anzitutto “contenuti”, qui del tutto assenti), lo guardo e penso al povero Joe Strummer. Attendo con ansia che le mie sinapsi lo dimentichino per sempre.

Einar voto 3 (-0.5): Il fatto che sia difficilissimo ricordarmi anche il perché il caro WinRAR abbia fatto così schifo è sintomatico del nulla che canta. Sarà però utile a far notare un trend presente in moltissimi testi portati quest’anno a Sanremo, il “siccome sono quasi analfabeta non so come cazzo dire amore con un sinonimo, figurarsi una metafora, quindi dico che mancano le parole per descrivere il mio sicuramente profondissimo sentimento nei tuoi confronti” altrimenti detto “Mossa Pezzali”. Tutti, chi più chi meno, sono debitori al sommo poeta e a “Una canzone d’amore” (se non capite la correlazione siete troppo giovani per leggere questo blog).

Il Bolo voto 4 (-0.5): Il brano sembra leggermente meglio ad un secondo ascolto (ovviamente bendandosi gli occhi per non vedere come si sono conciati) ma purtroppo l’ho già sentita in radio oggi stesso al bar, quindi, visto che apparentemente dovrò convivere co stammerda, mezzo punto in meno per loro (poteva essere un punto intero di meno ma guadagnano qualcosina con la combo Mossa Pezzali più metafora, una finezza che agli altri non riesce).

Arisa voto 5.5 (-0.5): Secondo ascolto ancora più deludente del primo, niente da aggiungere a quanto già detto.

Nek voto 6.5 (=): Si dimentica di cantare ma non di fare il piacione con la telecamera inseminando contestualmente diverse tardone. Anche lui gran fautore della Mossa Pezzali, viene comunque promosso.

Daniele Silvestri e Rancore voto 8 (+0.5): Il brano migliora sempre di più. Ad ogni ascolto appaiono livelli di lettura del testo sempre più profondi. Fa star male e riflettere (cosa a cui il pubblico di Rai 1 sarà difficilmente abituato, quindi col cazzo che vinceranno loro). Rancore è una belva vera e propria, mi scuso per averlo chiamato “quel tizio”.

Ex Orafo voto 4 (-0.5): Sempre peggio. Tempo un anno si sciolgono e lui sarà il nuovo Tommaso Paradisi (o come cavolo si chiama il cantante dei The Giornalisti).

Ghemon voto 3 (-1.5): Madonna che schifo. Si veste come un nudista pedofilo al parco, la voce è pure peggio. La mia previsione benevola su di lui si rivela sbagliatissima.

Loredana Bertè voto 8.5 (+0.5): Poco da dire se non “bomba, sempre di più”. Standing ovation a fine pezzo meritata. Vai a conquistare questo trofeo Loredà!

Paola Turci voto 6.5 (+0.5): Una seria analisi musicale del pezzo mi fa dire “ma che gnocca è?”. Ce la mette tutta ma sembra abbia problemi di voce, in ogni caso il pezzo è quello che è, purtroppo da metà classifica.

Negrita voto 4 (-1): Il problema è più grave del previsto. Parafrasando il testo di questa canzone “non mi va” di vedere i Negrita ridotti ad una cover band di sé stessi. Probabilmente lo sono da una decina d’anni, ma la mia mancata esposizione alla loro musica (specialmente dal vivo) unita al fatto che sono tornati al Festival dopo 16 anni mi aveva fatto ben sperare. Grossa grossa delusione. Sono stati un grande gruppo.

Federica Carta e Shade voto 4 (-1): L’unica cosa buona di questa partecipazione è il fatto che stasera, per la serata dei duetti, porteranno sul palco una che sa cantare veramente: Cristina D’Avena. Per il resto poppettino scialbo e capigliature orribili.

Marco Mengoni voto 6.5 (OSPITE): Viviamo in un’epoca musicale talmente buia che Mengoni è una ventata d’aria fresca. Se non altro canta in maniera decente, poi viene deragliato da Baglioni nel duetto, ma non ha colpe.

Mammuth voto 3 (-1.5): Se, in maniera del tutto teoretica ed utopistica, Sanremo rappresenta una competizione tra le 24 canzoni italiane migliori del momento, “Soldi” dovrebbe far parte di questa lista (probabilmente manco in ultima posizione). La domanda che sorge spontanea è “quanto avranno fatto cagare le altre per stare sotto a Mahmood?”. Ai posteri l’ardua sentenza.

Enrico Nigiotti voto 7.5 (+0.5): L’Eddie Vedder Maccarini livornese convince sempre più. Non porterà a casa nulla di sicuro (forse qualche premio di terz’ordine) ma ha per le mani un bel pezzo e noi, se siamo fortunati, un nuovo cantautore da tenere sott’occhio.

Antonello Venditti voto 4.5 (OSPITE): Nessun occhio umano aveva mai visto capelli così tinti. Deve aver perso qualche chilo e nei primi piani somiglia più ad un Nick Cave burino che a sé stesso. Durante il duetto con Baglioni i due si alternano l’incapacità di cantare con grande mutuo rispetto.

Anna Tatangelo voto 6 (-0.5): Un verso della canzone recita “più ti guardo più vedo la parte migliore di noi”. Quindi Giggi era il bello della coppia? Buono a sapersi. Se il brano fosse uscito nel 1992 sarebbe perfetto e alla moda sia come arrangiamento che come presenza scenica di lei. Per una qualche ragione la continuano a vestire da “signora”, stiamo ad un passo dalla giacca con le spalline. Si salva dal disastro perché comunque sa cantare (qualità che per molti in gara sembra essere un optional).

Ultimo voto 2.5 (-1.5): “La voce che dice bu”. Basterebbe questo per la gogna. Poi aggiungiamo l’effetto mani tatuate parole sdolcinate e la Mossa Pezzali ed il gioco è fatto. Apprezzabile il topo morto che mette in testa al posto dei capelli.

Francesco Renga voto 4.5 (-0.5): Talmente piatto che risulta perfino difficile classificarlo. Qualcosa di buon nel testo c’era ma l’ho dimenticato.

Irama voto 5 (=): Mantiene lo stesso voto di martedì poiché impreziosito dalla giacca/ tappeto persiano. Confermo sia l’appellativo “rapper figamoscia” sia il fatto che butta là il tema violenza sulle donne solo per dare una falsa profondità al pezzo. Apprezzabile il coro gospel sul finale (così lui non canta).

Patty Pravo con Briga voto 3.5 (-1): Prima dell’esibizione c’è un sipario al limite della circonvenzione di incapace con Ornella Vanoni (altro ospite di primo pelo nell’Italia del 21esimo secolo). Sono abbastanza sicuro di aver visto due mummie che limonano, ma spero di sbagliarmi. Ho solo una domanda: Briga dimmi la verità, che hai dovuto fare per stare lì? Sono con te fratè.

Simone Cristicchi voto 9 (=): Non vorrei essere nei panni di chi dovrà seguire questo capolavoro del sosia del mio amico Forza Bari.

Boomdabash voto 3 (-1.5): Appunto, come dicevo sopra. Cosa diremo di loro? Se non altro sono vestiti meglio (di poco) rispetto alla prima sera. Mossa Pezzali stealth per loro.

Raf e Umberto Tozzi voto 7.5 (OSPITI): La riprova che (musicalmente, politicamente, economicamente e molti altri mente…) l’Italia è ferma agli anni ’80. Va detto però che Raf (che ha 60 anni e sembra più giovane di me) e Umberto Tozzi (che ha più di 60 anni e non sembra più giovane di me) sono comunque più freschi di tutti i giovani in gara, ma non della Berté.

Sammontana voto 2 (-2): Probabilmente fa impazzire migliaia di millennials grazie al suo look sensuale alla Mariangela Fantozzi, perché davvero non capisco cosa abbia di speciale a parte le occhiaie e la bruttezza dei suoi brani. Mi fa ringraziare di aver appena sentito Raf.

Zen Circus voto 8.5 (+1): Questi stronzi mi hanno fatto ricredere. Loro e Appino mi sono stati sempre profondamente sui coglioni e invece…chi l’avrebbe mai detto che bastava una canzone scritta bene, con un testo intelligente e acuto che presenta contenuti impegnati e fa riflettere?

Nino D’Angelo e Livio Cori voto 3 (=): Il destino ha accomunato Livio Cori a Briga. Entrambi accompagnano anziani sul palco dell’Ariston come dei badanti al parco. Nino ha dei momenti di stop tra un verso e l’altro che pare Andreotti durante una famosa intervista di qualche anno fa. È un anziano a disagio che ulula fuori tempo parole a caso tipo n’ copp’ o mare.

Francesco Mandolini

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