Sanremo 2021 – Notte 1 (Recensione Ignorante)

Praticamente ogni anno passo quei 10/11 mesi a pensare “Cazzo, ora lo chiudo sto blog, tanto non ho mai tempo di scrivere un cazzo e faccio comunque l’errore di guardare roba bella che, al fine di una recensione ignorante, non ha senso.”

Poi, quatto quatto, arriva Sanremo che mi costringe a sfogare il peggio di me per cinque giorni di fila.

Dio lo strabenedica.

Quindi si comincia a sputare sentenze! Le regole sono sempre le stesse: non si parla di nuove proposte, conduttori e ospiti se non in casi speciali, aka “quando cazzo mi va”.
Here we go with the night one of this rubbish:

Arisa (Potevi fare di più)
Si presenta vestita da cuore di San Valentino con tanto di acconciatura/dildo argenteo. Testo e musica di Giggi D’Alessio = grande pop da parte mia, per il resto classico magone sanremese e pezzo dimenticabilissimo ma attenzione! L’esibizione suscita una sola grande domanda: come si pulisce il culo con quelle unghie?
Voto: 6 striminzito giusto perché non stona

Colapesce e Dimartino (Musica leggerissima)
Credevo che la stagione della musica hipster torinese fosse stata chiusa e bandita nel 2015. Completi pastello alla Miami Vice e grossa tensione omoerotica alla “Dancing in the streets” di David Bowie e Mick Jagger, solo che, contrariamente a tutto il resto della produzione di Bowie, questo no, non è un complimento. Spero che un giorno qualcuno abbia il coraggio di dire che questa protomusica posthipster è una merda una volta per tutte.
Voto: 4

Aiello (Ora)
Il titolo “Ora” indica il momento in cui è uscito dal riformatorio (senza che nessuno gli abbia mai insegnato a cantare all’interno). No seriamente, se seguite il testo sembra una confessione di stalking e potenziale femminicidio. Veramente preoccupante.
Voto: 2.5

Francesca Michielin e Fedez (Chiamami per nome)
Lei è truccata come in un film di Tim Burton. A parte questo stranamente non odio il pezzo. Fedez si è comprato la mia simpatia essendo una delle poche persone assennate in un anno di pandemia.
Voto: 6.5

Max Gazzè (Il farmacista)
Comprate in esclusiva la solita canzone che Gazzè propone a Sanremo da 10 anni a questa parte, solo per oggi in aggiunta la variant con assolo hipster di theremin!
Voto: 5 e grossa delusione

Noemi (Glicine)
Stonatissima con tanto di attacco terribile. Quando nel testo parla di spiaggia, probabilmente intendendo Ostia Lido, il che basta a suscitare orrore.
Voto: 4.5 

Madame (Voce)
Se sposti accenti, abbondi di autotune e ti vesti con camicie di rete o sei Mahmood che canta pezzi scritti con Dardust o sembra che lo scimmiotti, usando un pezzo scritto da Dardust.
Piccola curiosità: La giovane rapper viene da Creazzo in provincia di Vicenza, nome che si presta decisamente a troppe battute scontate, quindi ho deciso di evitarle. In ogni caso ora immagino che tutti i vicentini si vestano così.
Voto: 5

Maneskin (Zitti e buoni)
Che iddio mi perdoni, ma il pezzo addirittura mi piace. Starò invecchiando?
Grosse vibrazioni alla Black Keys mischiate ai primi Litfiba. Bello anche l’inciso orchestrale che arriva ad minchiam però tutto sommato funziona.
Voto: 7.5

Ghemon (Momento perfetto)
In onore al suo nome si veste come fosse in un episodio di Lupin, senza poter vantare una sigla altrettanto accattivante. È lo stesso tizio che anni fa cantava Rose Viola vero? Qui sembra un tantino migliorato, ma continuo a pensare che l’RnB/Reggae/Rap che propone sia insopportabile.
Voto: 5

Coma_Cose (Fiamme negli occhi)
“Ciao mamma esco, vado al concerto”
“Ah bello, chi suona?”
“Coma_Cose”
“Chi???”
“Coma…Cose…”
“Quali cose? De chi? T’ho chiesto ‘ndo cazzo vai! Possibile che manco capisci cosa risponde? De chi è ste cose? Che te sei messo a rubà? Rispondeme porcamadò!”
Voto: 5.5

Annalisa (Dieci)
Se qualche straniero mi chiedesse di fargli sentire un’artista italiana contemporanea (ovviamente tra quelli più mainstream) probabilmente consiglierei Annalisa e lo farei senza vergogna (caso stranissimo), probabilmente indicherei questa canzone e probabilmente aggiungerei che è anche una grandissima f— [Non si può dire, siamo in regime di politically correct]
Voto: 10  (*si guarda attorno…FIGA!)

Francesco Renga (Quando trovo te)
Guarda guarda Renga che cerca di fare una canzone diversa da tutte quelle proposte negli ultimi 30 anni…e fallisce. E prende stecche continue. La lezione è: non tentare nemmeno.
Voto: 4

Fasma (Parlami)
Grosso disappunto nel vedere che non si tratta del Capitano Fasma di Star Wars. Usa talmente tanto autotune che nemmeno Darth Vader quando parla dal casco. Per me va buttato in bocca al Sarlacc senza pensarci due volte.
Voto: 3

E per oggi l’agonia finisce qui, ci rivediamo tra 24 ore con grosse aspettative sul mio cavallo vincente: Orietta Berti!
FM

PS
Se sei arrivato a leggere fino qui significa che ti bevi tutto quello che faccio, quindi ascolta anche il mio podcast di wrestling (in inglese, così impari qualcosa) e metti una bella recensione di 5 stelle su iTunes!

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