A tu per tu con Zack Snyder (Batman v. Superman)

Zack Snyder, siediti. Dobbiamo parlare”
Mi si siede davanti mogio mogio. In silenzio. Sguardo chino di chi sa d’averla fatta grossa.
“Lo sai perché siamo qui vero?”
Annuisce trattenendo a stento le lacrime.

“Ti voglio raccontare una storia: qualche anno fa, quando ancora frequentavo l’Università, spesso e volentieri mi trovavo a preparare gli esami nella biblioteca del mio paese. Non era enorme e fantascientifica come quella che avevo in Facoltà, ma c’era un clima culturale fervente, quasi da caffè letterario parigino ottocentesco, quindi capitava spesso che si stesse tra studenti a confabulare di politica, religione, sesso, cinema ecc. Quando non si confabulava, per rilassarci da quei pochissimi minuti di studio giornalieri, leggevamo alcuni dei fumetti che la biblioteca metteva a disposizione.

Il mio preferito in assoluto, caro Zack, era Mafalda scritto e disegnato dall’autore argentino Quino.
Quino riusciva a parlare di filosofia, pace, comunismo, rivoluzione, parità dei diritti, anticapitalismo, anti imperialismo yankee (o come direbbe lui ‘dei gringos americanos’), razzismo e quant’altro con un linguaggio semplice ed elementare, da bambini come Mafalda appunto, risultando efficace e chiarissimo. Tutto questo in strisce da sole tre vignette.

“Mhhhh…” Snyder prova a dire qualcosa tramite il nastro isolante con cui gli ho sigillato la bocca. Lo zittisco subito.

“Sì lo so. Ti chiederai cosa c’entri tutto questo col filmaccio che hai fatto, ma dammi tempo, ci arriviamo. Dov’ero rimasto? Ah sì, Mafalda. Purtroppo un giorno, andando a prendere al solito posto il librone con le strisce di Mafalda scoprii che questo era stato affittato e per riposarmi da quei 7 o 8 minuti consecutivi di studio – una vera tortura – dovetti scegliere qualcos’altro.
Gli occhi caddero su Batman.
All’epoca non sapevo molto sul vigilante di Gotham, se non quello che ricordavo dal cartone animato degli anni ’90 e dagli orribili film coi bat-capezzoli, sempre risalenti alla stessa epoca…”

“Mhhhhhhh!!!!!”
“Non interrompermi Snyder!!!” mentre urlo lo colpisco con uno schiaffo, dalla parte delle nocche come ci insegna Frank Sinatra, sull’orecchio così forte che cade dalla sedia. Per fortuna che l’avevo ammanettato al tavolo altrimenti si faceva male.

“Insomma…bat-capezzoli. Quello che non sapevo era che mi stavo apprestando a leggere una delle più grandi saghe di Batman, ‘Il ritorno del cavaliere oscuro’, a firma dell’immenso Frank Miller, l’autore della graphic novel ‘300’ da cui purtroppo trassero anche un orribile orribile film.
Questo Batman milleriano era molto diverso da quello che ricordavo in TV.
Era violento, calcolatore, senza scrupoli né rispetto per l’autorità ma soprattutto, non c’era.

Nelle prime 100 pagine, su circa 300 totali, Bruce Wayne appare a malapena. Perché? Semplice, gli eventi narrati da Miller hanno luogo circa 10 anni dopo la scomparsa di Batman. Lui non esiste più, ma il mondo si riempie di emuli con maschere posticce che praticano atti di violenza a caso ponendosi al di fuori della legge, scoprendo così una delle più grandi illusioni che ci siamo fatti su di lui. Batman è un criminale al di fuori della legge tanto quanto questi piccoli punk che lo emulano e, quando tornerà all’azione quasi sessantenne, sarà un Batman molto più consapevole e cupo. Nel fumetto la legge è rappresentata da Superman, arma speciale e segreta di Reagan contro i russi, anch’egli piuttosto invecchiato rispetto alla raffigurazione canonica del kryptoniano.

Ora, senza indugiare oltre sulla trama del fumetto, il primo dei problemi del tuo film è questo Zack, l’inversione dei ruoli. Superman viene accusato di aver causato migliaia di morti (e fin qui ci può anche stare) e Batman…è più o meno lì quando tutto accade. Non si capisce se si sia ritirato o meno, cosa che toglie quell’aura di mistero e suspance creata benissimo nel fumetto grazie alla sua sostanziale assenza, quel domandarsi ‘arriverà? Non arriverà?’. Durante tutto il primo tempo non fa nulla se non in sequenze di sogno, che immagino saranno riutilizzate per portare da qualche parte in Justice League ma al momento confondono e basta, limitandosi a regalare il ‘jump scare’ più inutile della storia del cinema.

Si prepara allo showdown – che già dal trailer sappiamo verrà accantonato dai due per unire le forze con Wonder Woman (really???) contro Doomsday, in cui il Cavaliere Oscuro sarà poco più che un panchinaro – che dopo voli e lanci assolutamente random finisce nel punto esatto in cui Wayne aveva preparato…diciamo una trappola anche se difficilmente è così definibile.”

Snyder piange come un bambino, ma oramai non mi fa più pietà. Lo butto a terra e mi siedo sulla sua cassa toracica, giusto per rendergli difficile la respirazione nel finale, proprio come lui ha fatto a me.

“È inutile dirti quanto la cosa nel fumetto fosse stata scritta ed eseguita in maniera più lineare e funzionante, oramai ho perso ogni speranza di seguire quella pista. Voglio solo che questa sofferenza finisca ma tu mi continui a fare del male.
E allora via, buttiamo nella mischia così, ad minchiam, Doomsday, Flash, Jeremy Irons nei panni di un Alfredvisibilmente ringiovanito, Wonder Woman, un tizio che francamente non ho riconosciuto (Cyborg?) e Khal Drogo, perché nessuno lo riconoscerà come Aquaman se lo conosci come Drogo.

Ovviamente tutto condito dal piano inutilmente complicato e contorto di Alexander Luthor (interpretato da un Jesse Eisenberg che non ha ancora smesso di interpretare Zuckerberg), figlio di Lex, che, in linea di massima, ha pure ragione a voler creare una misura difensiva rispetto ad un alieno capace di distruggere il mondo intero come Superman, solo che lo fa creando un cazzo di mostro ancora più potente e pericoloso…Zack spero tu ti renda conto di quanto quest’idea sia assurda. Seriamente, chi te le scrive ‘ste cose?”

Zack non mi risponde più. È viola in volto e si e no che respira.

“Non so davvero cos’altro commentare. Tutto nel film sembra dozzinale: la CGI è uscita direttamente dagli anni ’90 – Cristo Zack, sequenze di combattimento in 2D tipo Super Mario…provaci almeno un po’ – ogni riferimento a scene e copertine famose di fumetti di Batman (ne ho contate almeno quattro) sembravano dire ‘visto che bravo?’. Zack a nessuno piacciono i primi della classe, a nessuno.
E poi, sinceramente e dal profondo del cuore: Smettila. Con quei cazzo. Di lens flare!!!

Pensando a tutti quei bagliori la rabbia ha il sopravvento, non riesco a trattenermi e Snyder ha quel che si merita.
Mi rialzo, lo guardo per terra in una poltiglia di sangue e denti, mi riaggiusto il colletto e penso “niente, uno de passaggio” ed esco.

Francesco Mandolini

Batman v. Superman, Dawn of Justice: voto 5–
Consiglio finale: Aridatece Keaton!

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