A Star Is Born – A tre passi dalla perfezione

A Star Is Born – A tre passi dalla perfezione

Voto: 9

A Star Is Born è l’ultimo film di Bradley Cooper (che qui firma anche la regia, la sceneggiatura e la co-produzione), il primo di Lady Gaga ed anche la terza iterazione di un grande classico hollywoodiano.

I livelli di lettura forniti dalla pellicola sono molteplici: c’è il plot principale (o se volete, la premessa di tutto il film) in cui la rockstar affermata Jackson Maine (Cooper) scopre in maniera fortuita un grandissimo talento (Gaga) che poi, in un modo o in un altro, lo oscurerà. C’è una critica feroce all’industria discografica che schiaccia e spreme gli artisti, ridotti a marionette senza intelletto. C’è l’arco della protagonista femminile Ally che si intreccia e va a combaciare in più parti con la storia reale di Lady Gaga, al secolo Stefani Joanne Angelina Germanotta. Infine c’è l’amore per la musica, che può essere l’amore per l’altro o gli altri ma anche grande sacrificio.

In tutto questo, siccome siamo qua a fare le pulci ad un film molto bello e comunque consigliatissimo, togliamoci questi sassi dalla scarpa e diciamo che A Star Is Born soffre principalmente di tre cose:

1- Il plot principale.
Proprio la narrazione più grande è quella che lascia più delusi. In un film che sa essere forte, profondo e coinvolgente la storia della cenerentola scoperta per caso a cantare in un bar sa di stucchevole. Gli autori hanno fatto il possibile per ravvivare un po’ un testo originale scritto nel 1932 rendendo il suddetto bar un ritrovo di drag queen (con alcune scene anche molto esilaranti), ma la premessa principale è già vista. Risulta banale e sotto tono se paragonata al resto del film;

2- La musica.
Premesso che chi scrive (pur non essendo un fan del genere) afferma che Lady Gaga sia un assoluto fenomeno vocale del pop già da tempi non sospetti e che Bradley Cooper qui faccia la sua porca figura al microfono (non alla chitarra, non è lui quello che sentite ma Lukas Nelson), la colonna sonora risulta tanto bella e coinvolgente quanto dimenticabilissima. Seriamente: sono due giorni che provo a ricordare il tema principale “Shallow” senza successo. E dire che in casi analoghi (leggasi “La La Land”) bisognava faticare per mandare via dalla testa canzoni e temi principali. I testi, scritti tutti dal duo Cooper-Gaga, arrivano nel profondo durante e dopo la visione, l’armonia e le melodie no.

3- Qualche taglio di troppo.
Con 135 minuti di film è facile ipotizzare che Cooper, alla prima esperienza da regista, abbia dovuto stagliuzzare qualcosa qua e là per non allungare ulteriormente la durata. Alcuni di questi tagli, specialmente nella prima metà, sono molto evidenti ed affrettano troppo un ritmo che, altrove nello steso film, scorre fluido e piacevole. Davvero un peccato.

Che dire del resto?
La scena iniziale è stata registrata dal vivo ed in presa diretta al festival di Glastonbury, senza che il pubblico sapesse o riconoscesse Bradley Cooper alla voce e alla chitarra. Solo questo basterebbe ad apprezzare il lavoro del regista e attore del film che sa essere un po’ Eddie Vedder, un po’ Bruce Springsteen, un po’ Rick di The Walking Dead (qui solo per somiglianza, ma a tratti era davvero difficile non pensarlo).
Come già detto l’arco di Ally ricalca tanta parte della vita vera di Lady Gaga quando, ancora Germanotta, venne costretta a coprirsi il naso con ridicoli costumi e parrucche perché “troppo brutta” per lo showbiz. Ora, presentandosi struccata e con un fisico normale e stupendo nelle sue imperfezioni, accompagnata dagli archi e dalla sua voce capace di rigirarti come un calzino fa un bellissimo dito medio ad un’industria che davvero poco ha a che fare con il talento (altro concetto reiterato nel film) e tantissimo con l’apparenza.

Infine di amore si parlava, il concetto universale che andava bene nel 1932 così come nel 2018.
Se non avete visto A Star Is Born non è giusto spoilerarvi nulla, basta assicurare che durante la proiezione si vive una storia d’amore struggente, meravigliosa nelle sue difficoltà e nei suoi dolori. Le canzoni la emanano, gli occhi dei protagonisti ve la faranno godere fino a piangere.

Consiglio: Andate pure al cinema che qua è veramente nata una stella.

Francesco Mandolini

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