Captain Marvel, direttamente nell’Olimpo dell’MCU – Recensione Ignorante

Captain Marvel: voto 8

Sapete? È proprio un peccato che non possa inserire un sottofondo musicale alla recensione che state leggendo, perché altrimenti ora il riffone iniziale di Celebrity Skin delle Hole sarebbe sparato a tutto volume dalle vostre casse. Ce lo metterei perché è esattamente così che ci si sente ad aver visto Captain Marvel, l’ultimo film targato Marvel, che vede Brie Larson nei panni dell’eroina che dà il titolo alla pellicola.

La scelta della canzone non è casuale, in quanto è proprio la voce di Courtney Love quella che ci accompagna durante i tanto amati/odiati crediti di coda del film in attesa della solita scena post-credit mentre si bestemmia perché c’è gente che ancora non ha capito che non ci si deve alzare.

La colonna sonora fatta di rock al femminile anni ’90 non è il solo punto di forza di un film che, dovendo descrivere con una sola parola direi “cazzuto”. Cazzuto il film, cazzuta la protagonista, cazzuta la colonna sonora, cazzuta la storia e cazzuti gli attori.

“Ma da cosa deriva cotanta cazzutaggine?” chiederete giustamente voi.

Fondamentalmente da un fatto non banale, cioè che, nonostante sia il primo film MCU ad avere una donna come protagonista questa cosa non ci viene continuamente martellata nella testa già prima dell’ingresso al cinema (come invece successe lo scorso anno per Black Panther, primo film Marvel con un protagonista di colore – coff, coff…Blade…coff, coff-).

E invece la Marvel ha saputo creare un personaggio facilmente capace di superare i confini di genere. Guardando Brie Larson nei panni di Captain Marvel non si ha l’idea di avere di fronte un supereroe pensato per un mercato smaccatamente femminile, ma si ha davanti qualcuno di cazzuto in cui ci si vuole immedesimare perché (oltre a spaccare culi ad ogni pié sospinto in una maniera che ci sogniamo) passa le nostre stesse difficoltà nel cercare sé stessa.

Ed è proprio qui la storia principale del film: una ragazza che fa un viaggio alla ricerca della propria identità, una sorta di bildungsroman spaziale. Durante questo viaggio abbraccerà nuove idee superando i preconcetti che le erano stati dogmaticamente insegnati. Questo la porterà a liberare il suo vero potenziale. Un messaggio di tolleranza e fiducia di cui c’è purtroppo molto bisogno nel mondo. Dio come sono profondo oggi!

E siccome solitamente le recensioni ignoranti non arrivano ai livelli di profondità del paragrafo precedente, chiudiamo abbassando il livello della discussione con un’affermazione insindacabile: i gatti fanno cagare, sono una razza aliena pericolosa pronta a cavarti gli occhi, specialmente se sei Nick Fury da giovane. Ecco, io l’ho sempre pensato, quelli della Marvel l’hanno messo sullo schermo, cosa di cui gli sarò eternamente grato.

Ci si rilegge presto con un fottìo di altre recensioni ignoranti che vorrei far uscire dal cilindro ma loro sono un po’ timide, quindi ci vuole pazienza.

Francesco Mandolini

PS
Il grosso del budget per gli effetti speciali del film è stato usato per fare a Jude Law dei bicipiti che assolutamente non ha nella vita reale.

2 pensieri su “Captain Marvel, direttamente nell’Olimpo dell’MCU – Recensione Ignorante

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